Claudio Basso

QUELL’INDIMENTICABILE STAGIONE

Nel paese dove il tempo custodì i miei sogni

Gianni Sparti è un giornalista stanco e disilluso nella Torino a cavallo tra la Seconda e la Terza Repubblica. La sua vita ruota attorno a un lavoro amato, perseguito e fatto con passione, ma il suo privato è dominato dall’assenza di una famiglia, di affetti stabili in grado di scaldare il cuore, se non quelli che gli derivano dai ricordi di un’adolescenza e giovinezza vissute intensamente nel suo paese natale in provincia di Catania. Ed è lì che tornerà durante un’estate decisiva alla ricerca della soluzione a un vecchio mistero, di un amore perduto, di risposte a fenomeni apparentemente onirici che sempre più catturano le sue notti e che la ragione non riesce a spiegare.

In quel paese, ricco di storia e d’arte, Gianni ritroverà allora le sue radici e le persone che lo hanno aiutato a crescere dopo la prematura scomparsa della madre. Rivivrà la piazza delle feste patronali e dei santi in processione; delle vecchie sezioni dei partiti, dei comizi affollati, delle bandiere politiche perdute e dei protagonisti di quelle stagioni eroiche. Scoprirà l’antica causa della sua infelicità e sarà chiamato a un salto nel vuoto che deciderà la sua sorte: la vita, la morte o un affascinante e incerto viaggio nell’ignoto.

 

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Info libro

Collana:
ISBN: 9788894455540
Pagine: 266
Misure: 15 x 21 cm
Prima edizione: 2020-08-01
Formati: brossura
Prezzo: € 17,00

Autore

CLAUDIO BASSO è nato a Militello in Val di Catania nel 1956. Da ragazzo sognava di diventare giornalista e scrittore, e in effetti è poi riuscito a fare gavetta come corrispondente del quotidiano Il Giornale del Sud di Catania, fondato e diretto da quel Giuseppe Fava in seguito assassinato dalla mafia. Nell’era dell’esplosione delle radio e delle tv private, alla fine degli anni Settanta, ha contribuito alla realizzazione del telegiornale e dei servizi sportivi della RAM TV Militello, una delle prime in Italia, creata dal genio pionieristico dell’appassionato radiotecnico Franco Medulla. Trasferitosi a Torino nel 1984, ha abbandonato il sogno del giornalismo, lavorando come responsabile commerciale per alcune aziende.


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