Marco Polo

IL MILIONE

IL MILIONE di Marco Polo (1254-1324) è uno dei massimi capolavori della letteratura di viaggio. Non solo per il suo valore storico, in quanto primo documento che ha dato all’Occidente l’immagine più vera di un mondo pressoché ignoto, l’Oriente, ma soprattutto per la sua attualità che si rinnova attraverso i secoli. Pur essendo, infatti, trascorsi oltre settecento anni da quando il mercante veneziano, detenuto in una prigione genovese, dettò a Rustichello da Pisa le memorie dei suoi lunghi anni di viaggio attraverso l’Asia, vive e nitide, e straordinariamente precise, sono le immagini e le descrizioni che balzano dalle pagine del suo diario. Possiamo ripercorrere così la leggendaria Via della Seta: l’Armenia, la Persia (cioè l’Iran), l’attuale Afghanistan, il Pamir, il deserto del Gobi fino al mitico Catai, l’attuale Cina: il Celeste Impero.
Il Milione non ha mai cessato di affascinare e far sognare.
Questa edizione ne presenta il testo integrale, liberamente tradotto in italiano corrente, per offrire al lettore di oggi la possibilità di leggere con partecipazione e immediatezza il più straordinario diario di viaggio che sia mai stato scritto
 

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Info libro

Collana:
Titolo originale: IL MILIONE
Traduzione di: Diego Zussa
ISBN: 9788894455571
Pagine: 236
Misure: 15X21
Prima edizione: 2021-02-01
Formati: brossura
Prezzo: € 15,00

Autore

Marco Polo (Venezia 15 settembre 1254 – Venezia 8 gennaio 1324) è stato un viaggiatore, scrittore, ambasciatore e mercante italiano.
La relazione dei suoi viaggi in Estremo Oriente è raccolta nell’opera Il Milione; una vera e propria enciclopedia geografica che riunisce le conoscenze essenziali disponibili in Europa alla fine del XIII secolo sull’Asia.
Membro del patriziato veneziano, con il padre Niccolò e lo zio paterno Matteo viaggiò attraverso l’Asia lungo la Via della seta fino alla Cina (allora Catai) dal 1271 al 1295. Consigliere e ambasciatore alla corte del Gran Khan Kubilai, tornò a Venezia nel 1295. Prigioniero dei genovesi dal 1296 al 1299, dettò le memorie dei suoi viaggi a Rustichello da Pisa, suo compagno di cella, che le scrisse in lingua franco-veneta.


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