MariaGrazia Morocutti

MARIAGRAZIA MOROCUTTI aspira ad esprimersi con la pittura ed il disegno da sempre, avendo già in famiglia il seme del talento artistico, con le sculture del padre ed i deliziosi quadri naif della zia.

Gli orizzonti verticali selvaggi e romantici delle montagne nell’alto Friuli, luogo di nascita, già da soli costituiscono arte, perfetta e terribile come natura sa creare.

Il desiderio di saper riprodurre al meglio sensazioni ed emozioni si concretizza quando inizia a frequentare corsi d’arte, imparando a padroneggiare con disinvoltura varie tecniche. Un salto di qualità, lo raggiunge con la pittura ad olio. L’esecuzione di ritratti è solo una delle ultime conquiste, che in ogni opera realizzata intravvede una storia, un percorso, delle vite concretizzate in un romanzo, suggerite sottovoce dalle tele attraverso le setole dei pennelli.

A luglio del 2017, nella collana “Mondo di Sopra” per Altromondo Editore, il libro d’esordio “Regenesis“. Questo secondo romanzo “I mercati d’autunno” è sempre ispirato dal mondo dell’arte, nel quale si dipanano ed intrecciano vicende inaspettate ed incredibili.


Pubblicato da Zeta Edizioni

MariaGrazia Morocutti

I MERCATI D’AUTUNNO

Alice era una fanciulla in fiore quando Bepi la amò la prima volta, ma lei non gli badò. Convinta lo fu ancora per lungo tempo, tesa nella ricerca di un mondo perfetto. I fiori appassirono e giunse anche l’autunno della sua vita, quando realizzò sgomenta di aver toccato l’orizzonte degli eventi: ogni energia collassata in un buco nero. Senza speranza! O forse no! Ad una particella nei pressi di un buco nero, sul limite dell’orizzonte degli eventi, nello spazio tempo incurvato, viene data una probabilità di sfuggirgli e continuare altre traiettorie, in altri spazi ed altri tempi immaginabili anche nel lato oscuro.
Curvature indotte dall’approssimarsi casuale di corpi celesti perturbanti. Per la particella Alice può essere sufficiente lo sguardo magnetico di un morbido batuffolo grigio e miagolante od il riverbero dell’ultimo sole d’autunno che gioca tra le variopinte tende del mercato e indugia sul sorriso di Bepi, che la guarda estatico, per prospettarle un’infinità di nuove storie possibili.